Le req fantasma: da quanto restano davvero aperte le posizioni tech in Italia (record: 1.435 giorni)

Non abbiamo chiesto a nessuno quanto ci mette ad assumere. Siamo andati a leggere le date di apertura delle posizioni negli ATS pubblici italiani. Il metodo, i numeri, i limiti.

Guido Salzano, CEO & Founder oneBladeGuido SalzanoCEO & Founder oneBlade 05 agosto 2026 12 min

Il 30 agosto 2022 una scaleup tecnologica italiana ha pubblicato una posizione Full Stack Java/React. Il 4 agosto 2026, quando abbiamo interrogato il suo ATS, quella posizione era ancora aperta. Sono 1.435 giorni.

Non è il dato di un sondaggio. Nessuno ci ha dichiarato niente. È la data di prima pubblicazione della req, esposta dall'API pubblica dell'ATS che quell'azienda usa, confrontata con la data della rilevazione. Chiunque, con lo stesso metodo, ottiene lo stesso numero.

Abbiamo fatto la stessa verifica su circa 300 aziende italiane ed estere che assumono profili tech senior. Quello che ne esce non è la storia dei "ghost jobs" tradotta dall'inglese. È qualcosa di più preciso e più scomodo: le req tech, in Italia, spesso non si chiudono. Si ripubblicano.

Cosa abbiamo misurato, e con quale metodo

La trasparenza sul metodo è la credibilità del dato. Lo scriviamo per intero, anche a costo di rendere la rilevazione riproducibile da chiunque, concorrenti compresi.

Da dove viene la data. Gli Applicant Tracking System più diffusi espongono una API pubblica, senza login, che restituisce le posizioni aperte di un'azienda insieme alla data di prima pubblicazione. Il campo cambia nome a seconda del sistema:

  • Lever — createdAt
  • Greenhouse — first_published
  • Ashby — publishedAt
  • Recruitee — published_at e created_at, che sono due campi distinti e la differenza fra i due è essa stessa un'informazione
  • Workable — published_on

L'età di una req è la differenza fra quel campo e la data di rilevazione. Nient'altro. Non c'è stima, non c'è modello, non c'è interpolazione.

Il perimetro esatto. Rilevazione condotta il 4 agosto 2026. Circa 300 aziende toccate, di cui circa 250 solo come sondaggio automatico del token ATS sul dominio. 62 aziende verificate su fonte primaria e portate in analisi: startup e scaleup italiane con budget reale, più aziende estere che assumono in remoto su fuso europeo. Escluse per costruzione: agenzie di recruiting, somministrazione e body rental. Di quelle 62, 21 mostravano almeno una posizione tech ferma da mesi o ripubblicata.

Cosa abbiamo escluso. Nessun dato dietro login. Nessun uso di LinkedIn, Indeed o Glassdoor. Nessun contenuto scrapato da pagine protette. Solo API pubbliche, careers page aziendali, comunicati e testate.

Il limite tecnico più importante, dichiarato subito. La data esposta è quella di prima pubblicazione della req. Se un'azienda cancella la req e ne crea una nuova identica, il contatore riparte da zero. Le età che leggi in questo articolo sono quindi limiti inferiori, mai sovrastime. Il fenomeno reale è più grande del numero, non più piccolo.

Perché LinkedIn e Indeed non permettono questa misura

È la prima domanda che ci fanno, e ha una risposta tecnica netta.

Su LinkedIn e Indeed quello che vedi è un'etichetta relativa — "2 settimane fa", "30+ giorni fa" — che si riferisce all'ultima ripubblicazione, non alla prima apertura. Una req riportata in cima ogni 30 giorni resta per sempre "pubblicata di recente". L'etichetta si azzera, la ricerca no. Quelle piattaforme, inoltre, non espongono affatto un campo di prima pubblicazione, e i loro dati stanno dietro autenticazione. Non è una scelta di comodo: la misura, lì, non esiste proprio.

L'ATS invece è il sistema di registrazione dell'azienda. La req è un oggetto con una data di creazione, e quella data l'azienda la pubblica insieme all'annuncio. Non è un dato che le abbiamo sottratto: è un dato che espone lei.

Il record: 1.435 giorni

La posizione Full Stack Java/React di quella scaleup è aperta dal 30 agosto 2022. Al 4 agosto 2026 sono 1.435 giorni: quasi quattro anni, più della permanenza media di un developer in un'azienda. È probabile che, nel frattempo, qualcuno sia entrato e uscito dal team che quella req avrebbe dovuto rinforzare.

Non stiamo dicendo che quell'azienda abbia pubblicato un annuncio finto. Stiamo dicendo una cosa più banale e più diffusa: nessuno ha mai chiuso quella req. Nel sistema è ancora aperta perché nessun processo prevede di chiuderla.

Tre pattern che si ripetono

Il record fa notizia. I pattern fanno diagnosi.

1. La req riciclata. Un vendor software italiano che lavora su infrastrutture cloud ha una req Software Engineer creata il 14 aprile 2025 e ripubblicata il 7 maggio 2026: sedici mesi. È stata ripubblicata su uno slug riciclato da una vecchia offerta QA, e nello stesso ATS c'è un Solution Architect alla terza istanza. Tre ruoli tech scoperti da 85-89 giorni. È il caso più leggibile di tutti, perché lo scarto fra created_at e published_at racconta l'intera storia senza bisogno di interpretarla.

2. Le otto req gemelle. Un'azienda italiana di servizi finanziari digitali aveva otto req quasi identiche per lo stesso ruolo backend, aperte a scaglioni su domini diversi. La più vecchia era ferma da 209 giorni. Otto req non sono otto assunzioni programmate: sono lo stesso bisogno riemesso otto volte, perché ogni volta la precedente non si è chiusa.

3. Il blocco nuovo sopra il vecchio. Una wealthtech con uffici fra Italia e UK ha aperto Lead Backend, Senior Backend e Senior Frontend tutti insieme il 31 luglio, mentre la req di giugno restava scoperta da 43 giorni. Non è turnover. È backlog di hiring: la roadmap ha chiesto altre persone prima che le precedenti arrivassero.

Tre pattern, una sola meccanica: la req non è mai il collo di bottiglia. Il collo di bottiglia è a valle, e la req resta aperta a documentarlo.

Cosa questa rilevazione non dimostra

Questa sezione è quella che rende il resto utilizzabile. La scriviamo con la stessa cura del dato.

  • Il campione non è rappresentativo, per costruzione. È una lista costruita per cercare aziende che assumono tech senior, non un campione statistico dell'economia italiana. Nessuna percentuale qui dentro va letta come "l'X% delle aziende italiane".
  • Le aziende con ATS pubblico sono sovrarappresentate. Fra le italiane che abbiamo ispezionato direttamente, l'ATS è l'eccezione, non la regola: candidature su pagine Notion, sole caselle email, form fatti a mano, widget bloccati su "Loading…", careers page inesistenti, un ATS disattivato con il messaggio "this account is no longer active". Chi non ha un ATS pubblico è invisibile a questa misura. E sono la maggioranza.
  • Una req vecchia non prova che sia falsa. Può essere una pipeline evergreen — candidature sempre aperte, non una ricerca in corso. Ne abbiamo trovate: un vendor internazionale di software per team di prodotto a 1.924 giorni, due aziende estere di infrastruttura a 544 e 367. Marcate come tali ed escluse. Sopra i 300 giorni, ogni caso va verificato a mano.
  • L'assenza di annunci non è assenza di domanda. Un'azienda italiana del settore sanitario aveva un ATS moderno già in piedi, usato solo per il reclutamento clinico: zero engineering nel canale pubblico mentre il team tecnico cresceva. Una rilevazione costruita sui job posting sottostima il mercato.
  • Non misuriamo il time-to-hire. Misuriamo da quanto una req è aperta. Sono due cose diverse: una req può restare aperta dopo che l'assunzione è avvenuta, ed è spesso quello che succede.

Se qualcuno vuole rifare la rilevazione e smentirci, il metodo è tutto qui sopra. È il modo in cui un dato proprietario resta un dato e non diventa uno slogan.

Da quanto restano aperte le posizioni IT in Italia: la risposta onesta

La risposta pubblicabile è: in Italia, in gran parte, non si sa — e il motivo è metodologico, non retorico.

Quasi nessuna scaleup italiana del nostro campione usa un ATS che esponga le date; le careers page sono fatte a mano e non dicono quando l'annuncio è nato; le piattaforme che quel dato lo avrebbero non lo espongono. Risultato paradossale, e lo diciamo perché è vero: è più facile qualificare quanto è vecchia una req tedesca che una italiana.

Quello che i nostri dati sostengono è questo: dove la data è verificabile, le req tech senior ferme oltre i 100 giorni sono normali, non eccezionali, e quelle oltre i 200 non sono rare.

Il contesto di mercato in cui accade è documentato da altri, con fonte:

  • Mancano 236.000 professionisti ICT in Italia; si contano 136.000 annunci ICT all'anno contro 73.000 nuovi professionisti immessi; gli specialisti ICT sono il 4% della forza lavoro contro il 5% della media UE — Osservatorio delle Competenze Digitali 2025 (AICA, Anitec-Assinform, Assintel, Talents Venture), ripreso da Milano Finanza.
  • Circa il 75% delle aziende dichiara difficoltà a reperire nuovo personale e una nuova posizione aperta su cinque riguarda un profilo digitale. L'area più critica di tutte è proprio la nostra: sulle competenze IT & Data Management il 71% delle imprese dichiara una criticità alta o media, contro il 47% di marketing e vendite e il 22% della produzione — Osservatorio HR Innovation Practice 2026, Politecnico di Milano, su un campione di 157 aziende (Osservatori.net, pagina consultata il 5 agosto 2026).

Il mercato è stretto. Ma una req da 1.435 giorni non la spiega la scarsità: la spiega il processo.

Perché non riesci a chiudere una posizione senior

Dai casi osservati e da quello che vediamo lavorando, le cause ricorrenti sono cinque. Nessuna è "il mercato".

  1. Il brief descrive tre lavori diversi. Cinque anni su quattro tecnologie diverse descrivono un profilo che non esiste. La req non si chiude perché non ha un bersaglio.
  2. La fascia retributiva è tarata sulla città sbagliata. Le retribuzioni non sono nazionali: la RAL mediana di un profilo IT mid è €53.750 a Milano e €48.000 a Roma, un CTO sta a €71.500 (Experis Tech Cities 2026, ripreso da Teleborsa). Una fascia da benchmark generico, dove il mercato paga di più, produce una req che nessuno accetta. Dal 7 giugno 2026 quella fascia va anche pubblicata nell'annuncio: come costruirne una difendibile.
  3. Il processo è più lento del candidato. Un senior in colloquio con te è in colloquio anche con altri due. Quattro round in sei settimane non selezionano meglio: selezionano chi non aveva alternative.
  4. Nessuno possiede la req. È il pattern delle otto req gemelle: se ogni trimestre qualcuno riapre lo stesso ruolo e nessuno risponde della chiusura, il sistema è progettato per non chiudere.
  5. Il canale è sbagliato per il profilo. Un backend senior con dieci anni di esperienza non risponde a un annuncio. Va cercato, contattato e convinto: un lavoro diverso dal pubblicare.

Il conto per intero: quanto costa una req ferma da 209 giorni

Facciamolo con numeri dichiarati, distinguendo cosa è misurato e cosa è ipotesi.

Primo conto — il tempo interno. 209 giorni sono circa 30 settimane. Ipotizziamo (e questa è un'ipotesi, non una misura) 2 ore a settimana di tempo di un tech lead fra screening, colloqui e allineamenti: 60 ore. Valorizzate su una RAL da €71.500 e circa 1.700 ore lavorate l'anno, sono circa €42 l'ora, cioè circa €2.500 in sette mesi.

Duemilacinquecento euro. È poco, ed è il punto: il costo di una req ferma non è il tempo speso a riempirla.

Secondo conto — la capacità che non c'è. 30 settimane sono 150 giornate lavorative in cui quel posto è vuoto. Valorizzate alla tariffa di mercato di un senior con 8-12 anni di esperienza — €500-750 al giorno, che è il listino che pubblichiamo — sono €75.000-112.500 di capacità tecnica non erogata.

E quella capacità non sparisce: la assorbe il team. Le stesse persone che dovevano essere alleggerite fanno il lavoro in più mentre partecipano ai colloqui per trovare chi le alleggerisca. È il meccanismo con cui una req vecchia genera il turnover che aprirà la req successiva.

Il rapporto fra i due conti è 1 a 30 circa. Chiunque abbia ottimizzato il primo e ignorato il secondo ha ottimizzato la voce sbagliata.

Cosa fare quando una req è ferma da mesi

Una diagnosi per soglia. Le soglie vengono dalla distribuzione che abbiamo osservato, non da una convenzione di settore.

  • Sotto i 30 giorni. Normale. Una ricerca senior non si chiude in tre settimane. Non toccare niente.
  • 30-60 giorni. Il brief probabilmente regge, il canale forse no. Controlla quanti candidati sono entrati in pipeline: se sono zero, il problema è a monte del processo, non dentro.
  • 60-120 giorni. Smetti di guardare il mercato e guarda una variabile alla volta: fascia retributiva, anni richiesti, numero di round, modalità di lavoro. Cambiane una e misura. Cambiarne quattro insieme ti lascia senza sapere quale era.
  • 120-250 giorni. La req non è più una ricerca: è una posizione scoperta. Qualcuno nel team sta già facendo quel lavoro, non retribuito per farlo e senza che nessuno lo abbia deciso. Qui la scelta non è più "come assumo meglio", è "copro adesso o rinuncio".
  • Oltre i 300 giorni. O è una pipeline evergreen — e allora dichiaralo nell'annuncio, perché altrimenti bruci la fiducia dei candidati — oppure nessuno la sta più lavorando. Chiudila. Una req aperta che nessuno lavora costa reputazione a ogni candidatura senza risposta.
  • Oltre i 1.000 giorni. Non è una ricerca. È arredamento. E ogni persona che si candida oggi impara qualcosa su come lavori.

La regola operativa che usiamo su noi stessi: una req senza un proprietario e una data di revisione non si apre. Il proprietario risponde della chiusura, non della pubblicazione.

Se la diagnosi ti porta a "copro adesso", è esattamente il caso in cui esiste il TaaS: shortlist di profili senior in 48 ore, screening tecnico live condotto da recruiter che vengono dal mondo dev — il metodo è pubblico — e sostituzione garantita in una settimana se il profilo non regge.

Quando il problema non sei tu (e quando noi non serviamo)

Una req ferma non è sempre un fallimento di processo, e non tutte si risolvono comprando.

  • Se il ruolo è genuinamente raro — stack di nicchia, dominio regolato, seniority da principal — 150 giorni possono essere il tempo reale di quella ricerca. Il segnale non è la durata: è l'assenza di movimento in pipeline.
  • Se il budget non c'è, chiudere la req è la cosa onesta. Tenerla aperta "per vedere chi arriva" costa a te in reputazione e ai candidati in tempo.
  • Se hai bisogno di volume — dieci profili mid nello stesso trimestre, prezzo per unità come criterio — non siamo noi. Siamo una boutique per scelta: lavoriamo su ricerche singole e critiche.
  • Se il problema è a valle — onboarding, chiarezza della roadmap, motivo per cui le persone se ne vanno — nessun fornitore lo risolve. Riempire più in fretta una posizione che si svuota da sola sposta il costo, non lo elimina.

FAQ

Da quanto restano aperte in media le posizioni IT in Italia?

Non esiste un dato medio pubblico e affidabile, ed è la prima cosa da sapere: le piattaforme che avrebbero il dato non espongono la data di prima pubblicazione, e quasi nessuna azienda italiana usa un ATS che lo faccia. Dove la data è verificabile, nella nostra rilevazione del 4 agosto 2026, le req tech senior ferme oltre i 100 giorni sono normali e quelle oltre i 200 non sono rare. Il caso estremo è di 1.435 giorni.

Una req aperta da anni è un annuncio finto?

Quasi mai. Il caso più frequente è che nessuno l'abbia mai chiusa: resta aperta nel sistema perché nessun processo prevede la chiusura. Esiste anche il caso legittimo della pipeline sempre aperta, e consigliamo di dichiararla come tale nell'annuncio: per chi si candida la differenza è enorme.

Perché non pubblicate i nomi delle aziende?

Perché sono aziende che assumono, non casi da esporre. Il dato che serve — quanto durano le req e cosa lo causa — non richiede i nomi. Il metodo sì, e infatti lo abbiamo scritto per intero: chiunque può rifare la rilevazione e arrivare agli stessi numeri.

La mia req è ferma da 90 giorni. Cambio fornitore o cambio processo?

A 90 giorni, prima il processo. Guarda quanti candidati sono entrati in pipeline: se zero, il problema è il brief o il canale e cambiare fornitore senza correggerli riproduce lo stesso esito. Se invece i candidati arrivano e si fermano al colloquio tecnico o all'offerta, il problema è a valle e lì un fornitore serio cambia qualcosa.

Rifarete la rilevazione?

Sì. Il monitoraggio delle date sulle stesse board è in corso e l'idea è pubblicare gli aggiornamenti man mano che la serie storica diventa leggibile. Un dato di un giorno solo è un'istantanea: quello che conta è come si muove.

Fonti

  • Rilevazione oneBlade sugli ATS pubblici italiani ed esteri, 4 agosto 2026. Circa 300 aziende toccate, 62 verificate su fonte primaria, 21 con almeno una req tech ferma o ripubblicata. Metodo, perimetro e limiti descritti per intero in questo articolo. Dato proprietario, aziende anonimizzate.
  • Osservatorio delle Competenze Digitali 2025 — AICA, Anitec-Assinform, Assintel, Talents Venture, 18 novembre 2025. Ripresa: Milano Finanza
  • Osservatorio HR Innovation Practice 2026 — Politecnico di Milano, campione di 157 aziende. Osservatori.net, pagina consultata il 5 agosto 2026.
  • Experis Tech Cities 2026 — ManpowerGroup, 7 gennaio 2026. Ripresa: Teleborsa
  • Listino oneBlade per fascia di seniority — quanto costa

Continua sul pillar: Talent as a Service: la guida completa. Se la req ferma è su un profilo dati, qui c'è il pezzo specifico: come assumere un data engineer senior in Italia.

Hai una req ferma da più di 120 giorni?

Portacela. Guardiamo insieme il brief, la fascia e la pipeline, e ti diciamo se il problema è risolvibile senza di noi — capita, e lo diciamo. Se invece serve coprire adesso, la prima shortlist arriva in 48 ore.

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